Di seguito l’estratto del servizio del TG3 Molise del 19/12/2024 a cura di
Edoardo Petti montaggio Eleonora Diodati

Il monitoraggio della vulnerabilità sismica dell’edificio che conserva testi antichi, stampe, carte geografiche e spartiti musicali di raro valore proseguirà nel 2025. Si allungano i tempi per la riapertura al pubblico
L’edificio di Via Luigi D’Amato che custodisce un tesoro costituito da 130mila libri e centinaia di manoscritti, antiche carte geografiche, spartiti musicali, stampe allegoriche resta avvolto da un silenzio rotto esclusivamente dal rumore del traffico cittadino. Un’atmosfera che richiama l’attesa – priva di certezze – dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dal rischio sismico e incendio della Biblioteca intitolata all’avvocato e giornalista Pasquale Albino, chiusa dal settembre 2016. Realizzare tali interventi richiede il completamento del monitoraggio sui punti maggiormente vulnerabili a eventuali scosse di terremoto e a smottamenti del terreno. Attività che proseguiranno anche nei primi mesi del prossimo anno.
Una lunga girandola di competenze
A effettuare i controlli è uno studio di architetti e ingegneri scelto tramite gara pubblica dai responsabili dell’Agenzia del demanio di Abruzzo Molise, competente per la valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato. Realtà che ha acquisito il pieno controllo di un’istituzione coinvolta in ripetuti, macchinosi ed estenuanti cambiamenti di status giuridico-amministrativo. Fin dalla fondazione – risalente alla seconda metà del XIX secolo – rientrava nelle prerogative della Provincia di Campobasso, abrogate dalla Legge Delrio nel 2014. La Regione Molise rifiutò di assumerne la gestione, al contrario di quanto accaduto nel resto del paese. Così la biblioteca fu trasferita al Ministero della Cultura.
La memoria a rischio
Le incertezze su responsabilità e competenze istituzionali ne hanno provocato la chiusura, aggravata e prolungata dalle fragilità e carenze riscontrate nel palazzo che conserva le sue preziose testimonianze sulla mentalità, i costumi, l’amministrazione della giustizia del Regno di Napoli. Un patrimonio oggi nascosto, minacciato dal rischio di deterioramento dei testi e dell’oblio dalla coscienza civile.
Rispondi