Cari soci e care socie,

sono qui a comunicarvi con rammarico le mie dimissioni dal direttivo dell’associazione Arcigay Roma, in quanto non vedo più le condizioni per poter portar avanti il mandato per cui mi avete eletto consigliere dell’associazione in data 14 gennaio 2023.

Vi invito a leggere questa scelta in maniera assolutamente non critica nei confronti dell’associazione Arcigay Roma, che più volte si è mostrata vicina alle mie esigenze, permettendomi la possibilità di un percorso politico in Molise – mia terra natale – che oggi mi vede componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Molise, e che mi ha visto nascere e crescere come attivista per i diritti civili.

Mi corre l’obbligo, però, specificare alcune situazioni che mi hanno portato a tale decisione.

La richiesta di espulsione.

Il direttivo di Arcigay Roma, composto da sette persone, in data 18 novembre 2024 ha respinto con voto contrario una richiesta di votazione della mia espulsione.

A votare favorevolmente solo due persone, spiace sapere che siano la Presidente dell’associazione, che ha portato in voto l’espulsione, e il vicepresidente nazionale di Arcigay, componente anche del direttivo di Arcigay Roma. Azioni legittime, rispedite al mittente.

Spiace sapere che non ero stato minimamente avvisato di tale proposta, venendone a sapere sul momento. Come mi rammarico per non avere ancora ben chiari i motivi della richiesta, così come devo specificare di non essere in possesso del verbale del direttivo, nonostante richiesta.

Esclusione del socio e riflessione.

Mettendo da parte l’enorme dispiacere, puntualizzo, per i non esperti, su come funziona l’esclusione di un socio. Secondo il nostro statuto è necessario un voto favorevole all’esclusione del direttivo, da confermare poi da parte dell’Assemblea dei Soci e delle Socie, dopo relativa notifica all’escluso, con poi possibilità di ricorrere al Collegio dei Garanti e in ultimo al Tribunale penale.

Nei miei anni di esperienza associativa, avendo anche ricoperto il ruolo di Responsabile Territori nazionale dell’Arcigay, posso contare sulle dita di una mano le richieste di esclusione. Un’azione quasi mai percorsa anche a causa dell’eventuale conflittualità che si può sviluppare in tutta l’associazione.

Un’azione democraticamente legittima, a mio avviso, ma su cui riflettere fortemente prima di metterla in atto.

Invalidità della votazione

A pochi giorni dalla votazione la Presidente ha comunicato la nullità del voto, citando – data la mia presenza in votazione – un articolo del Codice Civile riguardante il conflitto d’interessi delle Società per Azioni, che nulla c’entrano con le Associazioni di Promozione Sociale. Sempre avvalendosi di un potere di annullamento che avrebbe potuto essere discusso in direttivo o con istanza al Collegio dei Garanti. Tralasciando le inesattezze non ho apprezzato sicuramente tale gesto.

Richiesta di replica della votazione

La Presidente ha riconvocato un direttivo per ripetere la votazione. Per la prima volta in dieci anni in orario lavorativo, ore 16:30, di giorno infrasettimanale, al posto del consueto orario del tardo pomeriggio che solitamente si preferisce per allargare la partecipazione al direttivo.

Spiace sapere della ripetizione di un voto. Spiace sapere che non sono nemmeno stato contattato per chiedermi di essere presente e potermi “difendere”. Spiace sapere che sia durante il mio orario lavorativo, anzi a dir di più durante la convocazione di una Commissione Istituzionale che mi vede impegnato in altra Regione.

Spiace sapere tutto questo, perché le modalità di ripetizione del voto non appartengono alla mia scuola politica. A maggior ragione del già avvenuto respingimento della stessa.

Le mie condizioni di salute e il cambio di rappresentanza legale

Come avrete visto negli ultimi mesi sono stato poco partecipe, anzi assente, in associazione a causa di una frattura del gomito e di una persistente uveite in contemporanea.

In data 18 luglio, in seguito ad una rovinosa caduta da monopattino, ho riportato la frattura del gomito e una tumefazione facciale, fortunatamente senza trauma cranico, come da referto ospedaliero. A meno di ventiquattrore da questo incidente, in tali condizioni e impossibilitato nel muovere l’arto destro, mi sono messo a disposizione di un incontro con Presidente e Vicepresidente che mi hanno comunicato che nel precedente direttivo del 10 luglio, al quale non avevo partecipato, era stato effettuato un cambio di rappresentanza legale da me alla Presidente.

Nell’accogliere questa notizia favorevolmente, in quanto avevo già espresso la necessità di un trasferimento di “poteri” per motivi personali, seppur con un po’ di rammarico perché credo che tali decisioni, onde evitare incomprensioni, vadano prese con la presenza di tutti, ho accolto favorevolmente tale decisione mettendomi a disposizione, nonostante la mia impossibilità fisica, ad agevolare il cambio di poteri.

Spiace sapere che mentre dialogavo con la Presidente e il Vicepresidente, la stessa dava ordine di cambiare le password dell’associazione, ad insaputa del vicepresidente. Ho appreso poi che tale gesto veniva fatto per motivo di “sicurezza”, guarda caso durante una comunicazione. Con volto tumefatto. Arto ingessato. A meno di ventiquattrore da un incidente.

Spiace sapere che nell’arco di qualche giorno poi sia stato comunicato che c’era difficoltà nella consegna del documentale associativo, tanto da valutare un intervento legale nei miei confronti.

Spiace sapere che il vicepresidente nazionale abbia richiesto di porre in votazione l’azione legale, ma fa piacere sapere che il direttivo ha ignorato tale richiesta.

Documenti poi consegnati nell’arco di una decina di giorni, nonostante una prognosi di pronto soccorso, nonostante lo sforzo di utilizzare l’arto destro ingessato per lavorare sui documenti. Come sempre a disposizione dell’associazione in questi mesi, nonostante una frattura del gomito e un’uveite in comorbità che mi creava difficoltà nella vista e per cui sono finito quattro volte in pronto soccorso.

Spiace inoltre sapere che ad oggi, nonostante numerose richieste, ancora non mi sia stato consegnato il verbale del cambio di rappresentanza legale. E spiace sapere che dal 10 al 19 luglio, data di comunicazione verbale, nessuno mi ha avvisato del cambio, nonostante io abbia continuato a svolgere attività.

L’impossibilità di continuare

Le azioni narrate, cari soci e socie, non rappresentano le mie modalità d’azione, e seppur consapevole che il direttivo ha rigettato indietro l’esclusione, non posso continuare a rappresentarvi. E non essendoci stato alcun passo indietro da parte della Presidente, sarebbe per me una contraddizione continuare a portare avanti le battaglie per cui mi avete delegato dopo tali episodi.

Dopo quasi dieci anni di direttivo, quattro mandati di cui due da presidente, continuerò a dare il mio contributo da iscritto e continueremo a lottare insieme per una società migliore.

Roma, 11/12/2024 – Francesco Angeli

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